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26/12/17

2018






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24/12/17

Volto di Gesù





Il volto di Gesù è quello di un giovane mediorientale dal naso pronunciato, la pelle olivastra, 
la barba ordinata, i capelli corti e ricci. 
Almeno secondo la ricostruzione al computer ottenuta da un team internazionale di scienziati in base alle informazioni disponibili sugli ebrei del I secolo dopo Cristo. 
La cosa piu' oscena da parte dei giornali e' stato lo scandalizzarsi perche' 
sembra UN IMMIGRATO - e cosa altro e' GESU' ?
Betlemme si trova in Africa
mica in Scandinavia. 
 Il volto e' stato ricostruito dal BBC.

Un altro Studio ci dice
"Gesù Cristo aveva la pelle scura e i capelli corti": 
Richard N., esperto di scienza forense, 
ricostruisce l'immagine del volto di Gesù 

Pelle bianca, capelli lunghi e ondulati, occhi chiari: in molte riproduzioni e opere d'arte, Gesù Cristo è rappresentato come un uomo di origine caucasica. Ma l'immagine a cui siamo abituati corrisponde davvero alla realtà? Non disponendo di uno scheletro da studiare che possa confermare che si tratti del Messia, è impossibile ricostruire con precisione il suo aspetto fisico. Nonostante ciò, il dottor Richard N., esperto britannico di scienza forense all'Università di Machester, potrebbe aver "scoperto" l'immagine più fedele: Gesù avrebbe pelle e occhi scuri, un viso "allargato", una folta barba e capelli ricci. Lo studioso ha pubblicato già da qualche tempo l'immagine del volto ricostruito ma la notizia, ripresa da Independent e Daily Mail, è curiosamente diventata
 un trend solo di recente.

Quella del dottor N. non è la prima ricostruzione tentata nella storia: molti prima di lui hanno cercato di riportare alla luce il vero volto di Cristo. Ma, a differenza di esperimenti precedenti, quello dell'esperto britannico si basa sullo studio di tre teschi appartenenti ad ebrei vissuti nel nord di Israele, presumibilmente nell'epoca di Gesù. Secondo altri esperti, l'immagine proposta sarebbe sicuramente molto più verosimile di quelle inserite nelle opere d'arte, nate dalla fantasia del pittore di turno e influenzate dal gusto
 e dalle mode di quel periodo storico.

All'interno della Bibbia non c'è alcuna descrizione dell'aspetto fisico di Gesù. Per questo il dottor N. ha scelto di concentrarsi sui suoi contemporanei: il teschio dei tre uomini ha aiutato l'esperto e il suo team a immaginare la forma del viso, disegnato in 3D. Studiando le opere artistiche scoperte in quella zona, gli studiosi hanno ipotizzato che anche lui avesse occhi scuri e portasse la barba lunga, proprio come previsto dalla tradizione dell'epoca. Un passaggio della stessa Bibbia esclude che Gesù potesse portare i capelli lunghi, con i quali spesso viene rappresentato: portare i capelli lunghi era, secondo quanto scritto, un segno di disonore.

Per quanto riguarda statura e peso, sempre basandosi sui resti degli ebrei, il team ha supposto che Cristo potesse essere alto 1,50 cm e pesare intorno ai 50 kg. I suoi muscoli dovevano essere sviluppati e la sua corporatura robusta, dal momento che si crede abbia lavorato come falegname fino ai trent'anni.


leggi anche :

L' USO DI GESU' E MARIA IN PUBBLICITA'

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Natale e l' Albero


L'albero di Natale è, insieme con la tradizione del presepe, una delle più diffuse usanze natalizie. Si tratta in genere di un abete o un sempreverde addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro.

Questo può essere portato in casa o tenuto all'aperto, e viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale (spesso nel giorno dell'Immacolata concezione) e rimosso dopo l'Epifania. Soprattutto se l'albero viene collocato in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.

Nella tradizione milanese l'albero di natale viene preparato a Sant'Ambrogio, patrono di Milano, il 7 dicembre; mentre nella tradizione barese è allestito a San Nicola, patrono di Bari, il 6 dicembre. Un'altra usanza ne prevede la preparazione l'8 dicembre, ovvero durante la festività cattolica dell'Immacolata Concezione.

L'immagine dell'albero come simbolo della vita ha origini molto antiche 
e trova riscontri in diverse religioni.

In genere per l'albero di Natale in Italia si usa un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso; mentre nell'Europa Centrale e nei Paesi nordici è comune oltre la" Picea abies", l'uso di abeti (Abies alba o Abies nordmanniana); più raramente si usano pini o altre conifere sempreverdi, ma possono essere usati anche altri tipi di albero, come ad esempio Magnolia grandiflora.

Nel mondo moderno ha una grande diffusione (certamente preponderante nel mondo occidentale) l'uso di alberi artificiali. Oltre a risultare pratici ed economici, gli alberi artificiali garantiscono la salvezza biologica di molti esemplari reali e rappresentano l'unica soluzione per coloro che soffrono di allergia alle conifere. Esistono alberi artificiali di tutte le dimensioni, da quelli con proporzioni realistiche a quelli "da tavolo", di poche decine di centimetri d'altezza.


Fra gli ornamenti più diffusi con cui addobbare gli alberi di Natale si possono citare le caratteristiche palline (quelle più diffuse sono sferiche, poi ne esistono innumerevoli varianti, per esempio coniche, a forma di campanella, di pigna e così via), realizzate in vetro soffiato o altri materiali generalmente ricoperti da una vernice colorata e riflettente o spruzzate d'argento, oro, o bianco. Spesso si usano anche fiocchi colorati di tessuto; sono molto diffusi i festoni e i fili perlati. File di miniluci elettriche hanno progressivamente sostituito nel Novecento l'uso di candele posizionate sui rami; sono di solito colorate o intermittenti, e tendono a ricordare luci fatate (specialmente se la loro luce è riflessa è diffusa dai festoni o dalle altre decorazioni, o dai rami stessi dell'albero). Fra i gadget in commercio già da diversi anni, si stanno diffondendo le file di luci elettriche musicali, che riproducono, talvolta in sincronia con l'intermittenza, tradizionali musiche natalizie come Jingle Bells , Bianco Natale o All I Want for Christmas Is You di Mariah Carey. La cima dell'albero è in genere arricchita da un puntale, in genere simile alle palle per colore, materiale e tipo di decorazioni, molto spesso a forma di stella, con riferimento alla stella cometa. Alcuni spruzzano i rami dell'albero con diversi generi di neve artificiale. Si usano inoltre altre decorazioni di vario tipo (pupazzi di Babbo Natale, stelle ecc.) 
da appendere sui rami.

Fra le decorazioni meno comuni ma dotate di una certa tradizione, si possono ricordare: la frutta secca; certi tipi di frutta colorata come le arance; i biscotti allo zenzero; le decorazioni in pasta di sale o marzapane; piccoli personaggi (Babbo Natale, angeli, renne e così via), o giocattoli. Talvolta non vi è alcun limite alla creatività di chi addobba l'albero, che può quindi essere, pur nella tradizione, estremamente "personale". Non è inconsueto, per esempio, che oggetti dotati di un forte valore emotivo (per esempio donati da persone care) vengano collocati in particolari "posizioni d'onore" sull'albero, a prescindere da considerazioni strettamente estetiche.

Fra i colori più tradizionali delle decorazioni natalizie si devono probabilmente citare il rosso, l'oro, il verde e l'argento, ma tutti i colori sono ammessi e utilizzati.

Il puntale (in inglese tree-topper) è quell'elemento decorativo
 che viene posto sulla punta dell'albero natalizio.

Nonostante oggi esistano tantissimi tipi di puntale diversi per forma, genere e colore, il puntale tradizionale è quello composto da un angelo, che vuole rappresentare l'angelo Gabriele durante la sua visita alla casa della Vergine Maria per annunciare il prossimo concepimento. E' certo che questo genere di puntale fu molto comune durante il periodo Vittoriano, ed in particolar modo nel Regno Unito. La Rivista Illustrata delle Notizie di Londra pubblicò una fotografia della Regina Vittoria, del Principe Alberto e della loro famiglia attorno ad un albero natalizio coronato da un puntale a forma di angelo. La notevole influenza della Regina, anche in ambito modaiolo e culturale, fece si che l'angioletto divenisse il puntale più comune nelle case dei cittadini inglesi.

Successivamente si sono anche iniziati ad utilizzare dei puntali a forma di stella, che vogliono rappresentare la Stella Cometa che i Re Magi seguirono per raggiungere la grotta della Natività.

Nelle case ebraiche, la stella a cinque punte è sostituita dalla Stella di Davide.

Oltre alle palle colorate e agli addobbi, una peculiarità dell'albero natalizio sono le luci elettriche, che vengono poste tutto attorno all'albero al fine di creare un gradevole effetto di luci colorate.

La tradizione di utilizzare lucine elettriche è figlia di una più antica tradizione tedesca; quella di addobbare il proprio albero natalizio con delle candele, la cui luce era metafora 
di "Cristo come luce del mondo".

La diffusione delle luci alimentate ad elettricità è tuttavia stato un percorso lungo. Comunemente, lo statunitense Edward H. Johnson è considerato il padre dell'albero natalizio come oggi lo conosciamo. Quest'ultimo, socio del famoso inventore Thomas Edison, utilizzò per la prima volta delle luci elettriche per addobbare l'albero della propria abitazione nel 1885. La notizia è giunta sino ai giorni nostri grazie ad un articolo che, per l'occasione, fu pubblicato su un quotidiano .

La prima azienda a produrre stringhe luminose per i cittadini fu invece la General Electric Co. di Harrison, nel New Jersey. Tuttavia, a causa degli allora alti costi di produzione dell'energia elettrica, la quasi totalità dei cittadini continuò a preferire le classiche candele di cera per addobbare i propri alberi casalinghi, e solo a partire dal 1940 si assiste ad una graduale
 sostituzione delle candele con luci elettriche.

Alla base dell'albero natalizio ci sono gli antichissimi usi, tipici di varie culture, di decorare i vari Alberi del Paradiso con nastri e oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti votivi, e la credenza che le luci, che li illuminavano, corrispondessero ad altrettante anime. Allo stesso modo venivano ornati anche i vari Alberi cosmici con simboli del Sole, della Luna, dei Pianeti e delle stelle. In particolare l'abete era sacro a Odino, potente dio dei Germani.

L'abitudine di decorare alcuni alberi sempreverdi era diffusa già tra i Celti durante le celebrazioni relative al solstizio d'inverno. I Vichinghi dell'estremo Nord dell'Europa, per esempio, dove il sole “spariva” per settimane nel pieno dell'inverno, nella settimana precedente e successiva al giorno con la notte più lunga, si officiavano le solennità per auspicare il ritorno del sole e credevano che l'abete rosso fosse in grado di esprimere poteri magici, poiché non perdeva le foglie nemmeno nei geli dell'inverno: alberi di abete venivano tagliati e portati a casa, decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato agli alberi. I Romani usavano decorare le loro case con rami di pino durante le Calende di gennaio.

Con l'avvento del Cristianesimo l'uso dell'albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane, anche se la Chiesa delle origini ne vietò l'uso sostituendolo con l'agrifoglio, per simboleggiare con le spine la corona di Cristo e con le bacche le gocce di sangue che escono dal capo.

Nel Medioevo i culti pagani vennero generalmente intesi come una prefigurazione della rivelazione cristiana. Oltre a significare la potenza offerta alla natura da Dio, l'albero divenne quindi simbolo di Cristo, inteso come linfa vitale, e della Chiesa, rappresentata come un giardino voluto da Dio sulla terra. Nella Bibbia il simbolo dell'albero è peraltro presente più volte e con più significati, a cominciare dall'Albero della vita posto al centro del paradiso terrestre (Genesi, 2.9) per arrivare all'albero della Croce, passando per l'Albero di Jesse. L'albero natalizio ha una valenza cosmica che lo collega alla rinascita della vita dopo l'inverno e al ritorno della fertilità della natura. L'albero cosmico o albero della vita è stato anche associato alla figura salvifica di Cristo e alla croce della Redenzione, fatta appunto di legno. Secondo una pia leggenda, il legno della croce sarebbe stato ricavato da un ramoscello dell'Albero della Vita del Paradiso Terrestre che l'arcangelo Michele avrebbe donato a Set per portare conforto al padre Adamo moribondo. L'abete, sin dall'epoca egizia è stato posto in relazione con la nascita del dio di Biblo, dai Greci fu consacrato ad Artemide, protettrice delle nascite e sempre dai Greci era ritenuto simbolo della rinascita rappresentata dal nuovo anno. Sarà poi venerato dai popoli dell'Asia settentrionale e, in particolare, dai Celti e dai Germani che lo associavano alla nascita del fanciullo divino e a sua volta alla festività del solstizio invernale. Per il Cristianesimo l'abete diventò simbolo di Cristo e della sua immortalità.

La tradizione dell'albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, è sentita in modo particolare nell'Europa di lingua tedesca (si veda per esempio l'usanza dei mercatini di Natale), sia cattolica che protestante, sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel resto del mondo cattolico (che spesso lo affianca al tradizionale presepe). A riprova di questo, esiste anche la tradizione, introdotta durante il pontificato di Giovanni Paolo II, di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del Cattolicesimo mondiale, piazza San Pietro a Roma. D'altronde un'interpretazione allegorica fornita dai cattolici spiega l'uso di addobbare l'albero come una celebrazione del legno (bois, in francese è sia inteso come "albero" sia come "legno") in ricordo della Croce che ha redento il mondo (Padre Thomas Le Gal); si noti la similitudine dell'albero con il pilastro cosmico chiamato Yggdrasill dalla mitologia nordica, fonte della vita, delle acque eterne, cui è vincolato il destino degli uomini: similitudini queste sincreticamente assorbite nel culto cristiano che celebra l'albero di Natale e la Croce stessa. La similitudine tra albero sacro e Croce fu usata anche dai missionari cristiani tra l'VIII e X secolo per convertire i popoli germanici dell'Europa centro-settentrionale.

Il teologo luterano Oscar Cullmann sostiene che l'albero di Natale accoglie, certamente, i miti dell'albero, simbolo del rinnovarsi della vita, delle antiche genti europee (e asiatiche, amerinde ecc.), ma direttamente esso trae la sua origine dagli alberi innalzati, e ornati di frutti e altri simboli cristiani, davanti alle cattedrali cristiane: durante queste cerimonie, quasi liturgiche, si mettevano in scena episodi biblici, come il Genesiaco racconto dell'antro della vita.

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30/11/17

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03/10/17

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07/05/17

Origini della festa della Mamma




Origini della festa della Mamma

VIVA TUTTE LE MAMME DEL MONDO




Edoardo Bennato - Viva la mamma -

Ogni anno, la seconda domenica di maggio, si celebra la festa della mamma. Un’occasione per ringraziare la mamma per l’amore che dà ai suoi figli.
Tutto cominciò nel diciassettesimo secolo in Inghilterra quando venne istituito il Mothering Sunday. Ai figli che lavoravano lontano da casa venne dato, nella quarta domenica di Quaresima, un permesso speciale per rientrare a casa per festeggiare la mamma.
In Italia la festa della mamma venne celebrata per la prima volta nel 1957 ad Assisi. Da allora è diventata una vera tradizione, una ricorrenza che 'fa bene alla salute'.


La Festa della mamma nacque negli Stati Uniti e fu ufficializzata nel 1914 dal presidente americano Woodrow Wilson, con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. Oggi la festa della mamma è una ricorrenza diffusa in tutto il mondo ma, a seconda dei Paesi, cade in date diverse.
In Italia viene festeggiata la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.

Di seguito le date in cui viene festeggiata la festa della mamma in alcuni Paesi:
seconda domenica di febbraio: Norvegia.
8 marzo: Bulgaria, Romania, Serbia, Slovenia.
quarta domenica di quaresima: Irlanda, Regno Unito.
21 marzo (primo giorno di primavera): Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Libano, Siria.
prima domenica di maggio: Lituania, Portogallo, Spagna, Ungheria.
8 maggio: Corea del Sud.
10 maggio: India, Messico, Pakistan.
seconda domenica di maggio: Italia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Hong Kong, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Perù, Filippine, Singapore, Sudafrica, Svizzera, Turchia, Stati Uniti, Venezuela.
26 maggio: Polonia.
ultima domenica di maggio: Francia, Haiti, Repubblica Dominicana, Svezia.
12 agosto: Thailandia.
ultima domenica di novembre: Russia.
22 dicembre: Indonesia.

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11/02/17

Pantani non era Dopato



 Analisi del sangue alterate con la deplasmazione per eliminarlo

La tecnica della deplasmazione del sangue usata per eliminare Pantani dal Giro d'Italia 1999: fu l'inizio del suo declino

A cura di Peppe Caridi 

Adesso è ufficiale. Ci sono voluti quasi 17 anni ma finalmente possiamo urlarlo con la conferma della giustizia italiana. Marco Pantani non si è mai dopato. Ed a fermarlo il 5 giugno 1999, nel giorno della penultima tappa del Giro d’Italia che aveva già vinto, e che a questo punto gli deve essere restituito, fu la camorra. Tramite la de­pla­sma­zio­ne, fu alterato il sangue del “Pirata” che risultò con un ematocrito superiore al consentito e venne quindi escluso dalla corsa che aveva dominato. Troppi interessi per le scommesse clandestine, troppi miliardi di puntate su Marco, con il rischio di bancarotta per i clan partenopei che avrebbero dovuto pagare troppe vincite. Massacrato dalla stampa e da chi lo accusava di essere un dopato, per Pantani iniziava un lungo calvario tra depressione umana e declino sportivo che l’avrebbe portato fino alla morte ancora avvolta nel mistero.

Ma i suoi amici e tifosi non l’hanno mai tradito ne’ abbandonato: troppo strano quel controllo anomalo del sangue, un valore che non poteva essere scientificamente plausibile con quello dei controlli svolti poche ore prima e poche ore dopo, tutti in regola. Eppure ci sono voluti 17 anni per arrivare alle conclusioni che chi è vicino a Marco sosteneva dal giorno stesso all’esclusione dalla corsa rosa. Troppo strano anche solo pensare che uno come lui, sempre onesto e leale, avesse pensato di doparsi e che l’avesse fatto proprio quel giorno, quando sarebbe stato anche “inutile” nel senso che quella corsa l’aveva già vinta. Proprio lui che era il più forte di tutti senza alcuna discussione.

Probabilmente lo stesso Pantani aveva percorso la strada per avere le prove che inchiodassero chi gli aveva causato quel fango, per affermare la propria innocenza, per farsi giustizia da se’ visto che nessuno lo faceva per lui. E non è da escludere che ci sia proprio questo dietro la sua morte prematura, e misteriosa, avvenuta il 14 febbraio 2004, neanche cinque anni dopo Madonna di Campiglio. Anche su quell’episodio ci sono ancora tanti, troppi punti di domanda a cui mai è ancora stata data una risposta.

La nuova rivelazione, stavolta ufficiale, arriva infatti dalle indagini della Procura della Repubblica di Forlì per la quale “un clan camorristico minacciò un medico – scrive il pm Sottani – per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma“. Un controllo antidoping effettuato a Madonna di Campiglio trovò il pirata con un ematocrito al 51,9% contro il 50% consentito dalle norme dell’Uci, la federciclismo mondiale. Da quel momento cominciò la caduta del pirata conclusa con la sua morte ancora avvolta nel mistero. Quel giorno, a Madonna di Campiglio, hanno distrutto il più grande ciclista di sempre e uno dei campioni più amati del mondo.

La Procura di Forlì, adesso, può soltanto archiviare perché i reati sono prescritti. Diverso invece il fronte civile e sportivo, sul quale i legali della famiglia Pantani stanno lavorando per capire se possano esserci spiragli per qualche azione.

L’intercettazione della vergogna

Intanto la redazione di P. Sport ha trasmesso in esclusiva l’audio di un’intercettazione telefonica di un detenuto vicino alla Camorra e ad ambienti legati alle scommesse clandestine. L’uomo intercettato e’ lo stesso che, secondo Renato Vallanzasca, confido’ in prigione al criminale milanese quale sarebbe stato l’esito del Giro d’Italia del ’99, ovvero che Pantani, che fino a quel momento era stato dominatore assoluto, non avrebbe finito la corsa. Dopo le dichiarazioni di Vallanzasca, e grazie al lavoro della Procura di Forli’ e di quella di Napoli, l’uomo e’ stato identificato e interrogato e subito dopo ha telefonato a un parente. Telefonata che la Procura ha intercettato e che Premium Sport ha diffuso oggi per la prima volta, in esclusiva assoluta.

Questo il testo dell’intercettazione.

Uomo: “Mi hanno interrogato sulla morte di Pantani”.
Parente: “Noooo!!! Va buo’, e che c’entri tu?”.
U: “E che c’azzecca. Allora, Vallanzasca ha fatto delle dichiarazioni”.
P: “Noooo”.
U: “All’epoca dei fatti, nel ’99, loro (i Carabinieri, ndr) sono andati a prendere la lista di tutti i napoletani che erano…”.
P: “In galera”.
U: “Insieme a Vallanzasca. E mi hanno trovato pure a me. Io gli davo a mangia’.Nel senso che, non e’ che gli davo da mangiare: io gli preparavo da mangiare tutti i giorni perche’ e’ una persona che merita. E’ da tanti anni in galera, mangiavamo assieme, facevamo societa’ insieme”.
P: “E che c’entrava Vallanzasca con sto Pantani?”.
U: “Vallanzasca poche sere fa ha fatto delle dichiarazioni”.
P: “Una dichiarazione…”.
U: “Dicendo che un camorrista di grosso calibro gli avrebbe detto: ‘Guarda che il Giro d’Italia non lo vince Pantani, non arriva alla fine. Perche’ sbanca tutte ‘e cose perche’ si sono giocati tutti quanti a isso. E quindi praticamente la Camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani.Cambiando le provette e facendolo risultare dopato. Questa cosa ci tiene a saperla anche la mamma”.
P: “Ma e’ vera questa cosa?”.
U: “Si’, si’, si’… si’, si'”.

La reazione di mamma Tonina

tonina pantani“Finalmente qualcuno e’ riuscito a fare un buon lavoro, dopo tanti anni che cerco e leggo da tutte le parti – ha detto sempre a Premium Sport Tonina Pantani, la mamma del campione romagnolo trovato morto in un residence di Rimini il 14 febbraio 2014 – Devo ringraziare i ragazzi di Forli’, che ci hanno messo un grande impegno. Non mi ridanno Marco, logicamente, ma pensi gli ridiano la dignita’, anche se per me non l’ha mai persa. Le parole di questa intercettazione fanno male, e’ una conferma di quello che ha sempre detto Marco, cioe’ che l’avevano fregato. Io mio figlio lo conoscevo molto bene: Marco, se non era a posto quella mattina, faceva come tutti gli altri. Si sarebbe preso quei 15 giorni a casa e poi sarebbe rientrato, calmo. Pero’ non l’ha mai accettato, non l’ha mai accettato perche’ non era vero. Finalmente la gente ora potra’ dirlo, anche se tanta gente sapeva che l’avevano fregato. Io sono molto serena oggi: 
finalmente sono riuscita e sono riusciti a trovare queste cose”.

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21/01/17

Il Tuo KamaSutra nel 2017



Zodiaco e Kama Sutra nel 2017

Il 2017 si rivela bollente per alcuni e un po’ meno per altri. 
Astri e sesso: le previsioni per il 2017 parlano chiaro. 
Tutto dipende dalle congiunzioni astrali! 
E’ noto che la permanenza dei pianeti lenti nel segno porta un po’ i sensi ad addormentarsi, 
a meno che non vi sia il transito di qualche pianeta veloce e stuzzicante come Marte o Venere.

Di che segno sei ?
I segni di fuoco potranno contare su un vigore noto e rinnovato, che interesserà soprattutto i primi giorni dell’anno. Si tratta di una situazione un po’ speciale, perché la passione degli arietini e dei 
sagittari sarà concentrata nei mesi di gennaio e di febbraio, mentre per i leoncini si rivelano grandi avventure nel periodo estivo, le previsioni del vostro oroscopo 2017 parlano chiaro.

I segni di aria, Gemelli, Bilancia e Acquario, potranno contare su una sessualità rinnovata, molto legata alle amicizie e quindi aperta ad incontri molto interessanti con vecchie conoscenze. Da 
settembre la sfera passionale delle bilancine subirà un piccolo arresto, a causa del transito di Giove, ma tutto si risolverà verso la fine dell’anno, con una sfera dei sensi completa e decisamente 
appagante.sesso e oroscopo 2017 Per quanto riguarda i segni d’acqua, Cancro, Scorpione e Pesci, si tratta di un vero e proprio tuffo nella passione. Gli astri scommettono infatti sulla sorte di 
questi abitanti dello zodiaco e riservano loro degli incontri bollenti, soprattutto per i pesciolini single che sapranno lasciare da parte la loro innata timidezza e lasciarsi abbracciare dal paradiso dei 
sensi. Che dire dei segni di terra, Capricorno, Vergine e Toro, che potranno conquistare e farsi conquistare durante tutto il corso dell’anno. Venere entra infatti in Capricorno fra gennaio e febbraio, 
decretando una vera e propria esplosione dei sensi, e nel segno della Vergine prima della fine dell’estate, rendendola in questo periodo fra i segni dello zodiaco più conturbanti.

Anche il Toro potrà gustarsi una Venere primaverile, in quanto è noto che questo segno sensuale entra nel proprio segno qualche periodo prima del proprio compleanno. Il risultato sarà un 2017 
molto interessante e vigoroso per i segni di terra, che potranno contare su una forza fisica rinnovata e su un ottimo aspetto fisico dal primo all’ultimo giorno dell’anno.

Scopri come andrà il sesso per il 2017: le affinità sessuali segno per segno per sapere come sarà la nostra vita sessuale da gennaio a dicembre 2017.
Cosa fare (e come): segno per segno guida allo zodiaco dell'eros tra predilizioni, tentazioni ed errori da non commettere mai.
L'eros segno per segno. L'ariete ama il petting, il leone predilige il ménage à trois, la vergine ha bisogno di una soundtrack, con l'acquario vade retro volgarità. Per raggiungere l'orgasmo ecco che 
vengono in aiuto (anche) le stelle a consigliare come comportarsi con il partner nell'intimità. Cosa non fare a letto e come eccitarlo, su cosa optare tra le lenzuola (o senza) quando scoprite con che 
segno avete a che fare. Eccovi una guida pratica che potrebbe aiutarvi.



Il dominio di Marte, rende questo segno molto sensibile e reattivo agli stimoli erotici, così l’orgasmo rischia di essere raggiunto troppo velocemente. Eppure il segno non disdegna ogni forma di 
petting, anche perché è generoso e si preoccupa della soddisfazione del partner.
Cosa non fare: evitate di far pesare che siate voi a condurre il gioco. Lasciate che sia l’Ariete a farlo, o a credere di poterlo fare. 
Come eccitarlo: ama essere provocato e sfidato dalla trasgressione in ogni forma
 purché intensa...continua a leggere



Benvenuti nel segno che incarna il piacere della materia, e ovviamente il sesso non fa eccezione. Il Toro adora amoreggiare in modo classico, comodo, possibilmente in un luogo che lo metta a suo 
agio e che lo faccia stare tranquillo. Ha poi bisogno di calma e di concentrazione per dare libero sfogo alla sua passionalità.
Cosa non fare: durante l’amplesso meglio non dargli l’impressione di essere distratti o poco coinvolti, non lo sopporterebbe. È molto geloso. 
Come eccitarlo: lasciandogli spesso l’iniziativa e mettendolo 
sempre a suo agio... continua a leggere 




Il sesso, come ogni altra attività, da queste parti viene vissuto come qualcosa da respirare anche a livello mentale, senza mai trascurare la componente cerebrale. Perché pure l’amplesso è una 
sorta di scoperta, un’avventura. Fondamentale, per questo segno, percepire la sessualità come stimolo alla curiosità. 
Cosa non fare: non date l’impressione di vivere il vostro incontro come qualcosa di scontato, che non lasci alcuno spazio alla fantasia e all’immaginazione. Perché è un segno che ha bisogno di 
andare lontano con il pensiero. 
Come eccitarlo: alimentate ogni tipo di fantasia erotica ma in modo sempre
 intelligente e intrigante...continua a leggere  




Inguaribili romantici, i nati di questo segno vivono il sesso come una naturale estensione del sentimento che, tuttavia, sanno cogliere in modo estremamente caldo e passionale. Trattateli con 
delicatezza, in modo gentile e estremamente affettuoso, perché loro hanno un disperato bisogno di sentirsi amati e desiderati. 
Cosa non fare: tutto (o quasi) è concesso purché si rispetti la loro privacy, qualcosa per cui non ammettono deroghe o eccezioni.
Come eccitarlo: le cose mai messe troppo in mostra lo intrigano e lo stuzzicano, 
evitate di ostentare... continua a leggere 



Il Leone ha sempre bisogno di sentirsi il vero protagonista di ogni situazione, e la camera da letto non fa eccezione. Non si tratta di egoismo o di disinteresse verso il partner (al quale dedicherà 
invece molta attenzione), solo avrà bisogno di collocarsi al centro dell’attenzione, di essere il vero oggetto del desiderio. 
Cosa non fare: non fategli mai credere che l’accoppiamento sia per voi qualcosa di scontato o abitudinario, invece ogni volta inventate qualcosa di speciale lasciandolo, però, 
sempre al centro del gioco.
Come eccitarlo: si dice che una sua fantasia erotica ricorrente sia farlo a tre, ma guai a sfidare la sua possessività. Deve decidere lui...continua a leggere 




Il nome del segno evoca, già in partenza, un rapporto non sempre facile e lineare con la sessualità. Perché nella Vergine è sempre presente una forma di pudore atavico, qualcosa che esige 
comunque misura, buon gusto e un’igiene quasi maniacale. Non trascurate la sua vera e propria avversione per le secrezioni corporali.  
Cosa non fare: non imponetegli di fare o di non fare ciò che desidera. La Vergine ha bisogno di esplorare il corpo del partner per dare forma al piacere. 
Come eccitarlo: la Vergine si sente a suo agio in un ambiente pulito, possibilmente profumato, con musica in sottofondo e non troppa luce...  continua a leggere




Ogni cosa è piacere, è divertimento, è stupore. La Bilancia, però, tende a dare la precedenza ad altre componenti della sessualità come ad esempio la stabilità delle relazioni e lo stimolo che da, 
esse, ne riceve. La seduzione non deve necessariamente portare all’atto fisico ma può essere semplicemente una preziosa conferma. 
Cosa non fare: alla larga da tutte le cose o dai comportamenti dozzinali. Ben vengano invece le cose raffinate, i profumi ricercati, un modo di fare leggero e mai eccessivo. 
Come eccitarlo: intrigate la Bilancia con un modo di fare che sia brillante, intelligente e elegante. Il segno da moltissima importanza ai dettagli estetici...continua a leggere  





Benvenuti nel regno del segno più sexy che ci sia. Perché lo Scorpione vive la sessualità come forma irrinunciabile dell’essere, e lo testimonia la forza intensa e seducente che esprime in ogni 
istante, il gusto dark per le cose torbide, per il tradimento e l’intrigo. Costante la fantasia erotica che lo rende un partner speciale. 
Cosa non fare: cercate di non dirgli troppe volte di no. Il suo impulso sessuale ha, infatti, bisogno di esprimersi liberamente e non sopporta proprio i rifiuti.  
Come eccitarlo: maliziosamente, lasciategli credere che non ha capito qualcosa, che gli state nascondendo una verità. Tenetelo acceso con la curiosità...continua a leggere 




Da buon segno di fuoco, non mancano in lui la giusta dose di passione e di calore. Tende a sedurre con una certa facilità grazie alla sua apertura e al suo modo amichevole e cordiale di 
comportarsi. Ma guai a pretendere tutto e subito da lui, perché il Sagittario ama, sopra ogni cosa, la leggerezza della libertà.  
Cosa non fare: la sua grande carica erotica si dice lo porti ad essere un segno facilmente conducibile all’orgasmo. Così non amerà chi ci rinuncia o tarda eccessivamente.   
Come eccitarlo: ha bisogno di essere provocato in maniera molto esplicita per poter accendere la scintilla che non si spegne mai in lui... continua a leggere 





Lento e avveduto, il Capricorno non sempre è un segno facile e veloce nell’approcciare la sessualità. Il suo è un modo di muoversi che ci va piano, avendo bisogno di capire che la persona che ha 
davanti faccia al suo caso. Poi però dimostrerà di possedere l’esaltazione di Marte dando prova di una intensità erotica davvero notevole. 
Cosa non fare: evitate di inondarlo di emoticon, di messaggi a effetto, di frasi strappacuore copiate magari da qualche sito. Lui non ama le cose che esagerano per dolcezza, perché si sentirebbe 
goffo e incapace di comportarsi in modo adeguato.     
Come eccitarlo: lui non ha bisogno di cose troppo originali o inaspettate. Ben venga una situazione di grande tranquillità e comodità, perché lui ha già scelto... continua a leggere




Si dice che questo sia il segno meno interessato al sesso e dintorni. In parte è vero, ma attenzione a non scambiare il suo disinteresse verso le cose troppo materiali per inappetenza sessuale. 
Adora la componente mentale del rapporto, quella fatta di giochi, di preliminari e di seduzione leggera. Ha bisogno di entrare in punta di piedi nel vostro letto.
Cosa non fare: alla larga dalle passioni più volgari e scontate come la gelosia senza senso o ogni forma di possessività, tutte energie che si porrebbero subito in conflitto 
con il suo amore per la libertà.     
Come eccitarlo: seducetelo con tecniche e preliminari sempre leggeri, sussurrati, accennati. Lasciate che si accenda un po’ per volta... continua a leggere





Questo è il segno per cui tutto può essere divertente e eccitante purché abbia un senso. La sua componente d’acqua li rende sicuramente ottimi e intensissimi amanti, capaci di grandi cose. La loro 
infallibile intuizione saprà sempre soddisfare il partner dandogli ciò di cui ha bisogno, soprattutto durante l’amplesso. 
Cosa non fare: non imponetegli di decidere o di prendere l’iniziativa. Fate invece in modo che i Pesci arrivino, senza quasi accorgersene, all’intimità. In questo modo non avranno accumulato 
tensione e sapranno dare il massimo.      
Come eccitarlo: facendogli sentire la vostra presenza e coprendolo di attenzioni senza però schiacciarlo. Non fategli mancare mai la musica... continua a leggere 





Il Kama Sutra consta di 36 capitoli, organizzati in sette libri e 64 parti, ognuna delle quali scritta da un esperto nel rispettivo campo.

Il Kama Sutra contiene un totale di 64 posizioni sessuali anche rappresentate con immagini. Hanno diversi nomi, come ad esempio quelli degli animali o delle azioni degli animali. Vatsyayana 
credeva che ci fossero otto modi di fare l'amore, moltiplicati per otto posizioni per ognuno. Nel libro queste sono note come le 64 Arti. Il capitolo che elenca le posizioni è il più famoso e per questo è 
spesso scambiato per l'intera opera.

Tuttavia, solo circa il 20 per cento del libro è dedicato alle posizioni sessuali. Il resto è una guida su come essere un buon cittadino e parla delle relazioni fra uomini e donne. Il Kama Sutra descrive 
il fare l'amore come un'unione divina. Vatsyayana credeva che il sesso in sé non fosse sbagliato, a meno che non lo si facesse frivolmente. Il Kama Sutra ha aiutato le persone a godere dell'arte del 
sesso in maniera più profonda e può essere considerato una guida tecnica al godimento sessuale, oltre a provvedere ad una descrizione dei costumi e delle pratiche sessuali dell'India di quei tempi.

Il Kama (in sanscrito piacere o benessere) non è infatti percepito come un peccato, ma è uno dei quattro scopi della vita (purushartha).

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